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E-mail Design: regole e consigli per creare email di successo (parte 1 di 2)

Pianificare una campagna e-mail efficace è tutt’altro che semplice.
Filtri antispam, soggetti non azzeccati e contenuti poco accattivanti sono alcuni degli insidiosi pericoli che mettono a repentaglio la riuscita delle vostre iniziative.
Come fare?

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E-mail Design: i trend attuali al vostro servizio.

Purtroppo con le e-mail non solo non si ha la certezza di lettura, ma non vi è nemmeno la certezza che i destinatari ricevano il vostro messaggio!
Per ottenere alti tassi di lettura, quindi, il design delle e-mail va studiato e realizzato secondo regole precise, dettate non tanto dalla moda, quanto dalla necessità di superare le barriere della tecnologia per raggiungere i vostri obiettivi.
Non lasciatevi scoraggiare dalle difficoltà: con alcuni accorgimenti potrete sormontare gli insidiosi ostacoli interposti tra voi e i vostri utenti.
Vediamo insieme come!

Come aumentare la deliverability delle vostre e-mail.

Esaminiamo ora, punto per punto, quali sono gli accorgimenti più efficaci per aumentare il tasso di consegna delle vostre e-mail.

  • Minimizzate l’utilizzo di parole spam. I filtri antispam cercano specifici termini nel testo, assegnando punteggi basati sugli stessi. Sarà pressoché impossibile non usare alcun termine spam, però è possibile scegliere le parole che minimizzano il rischio che la nostra e-mail non venga recapitata.
  • Verificare che il rapporto tra testo e immagini sia bilanciato. I client e-mail possono bloccare i messaggi in entrata quando questi ultimi contengono troppe immagini o, ancora peggio, solo immagini. Ma ugualmente pericoloso è inviare email di solo testo, soprattutto se contenenti link. Bisognerebbe dunque creare un email design con un buon mix di testo ed immagini, tenendo presente che il rapporto text-to-image ottimale è circa del 60/40: almeno il 60% del messaggio composto da testo, al massimo il 40% da immagini.
  • Evitate le immagini embedded. Come spiegheremo più dettagliatamente in un altro articolo, questo tipo di immagini appesantisce le e-mail, causando un’attivazione dei filtri anti-spam. Per quanto, in determinate situazioni, possano risultare comode, non dobbiamo scordarci che il nostro primo obiettivo è che l’e-mail raggiunga l’utente.

Oggetto e Mittente: un biglietto da visita.

Esistono alcune accortezze da adottare già nei campi principali dell’email che inviamo, i quali rappresentano il nostro biglietto da visita poiché sono i primi ad essere visualizzati: l’OGGETTO e il MITTENTE.

Come abbiamo già scritto in due precedenti post sull’ottimizzazione dell’oggetto delle email (parte prima e parte seconda), è necessario prestare molta attenzione quando si sceglie l’Oggetto della nostra campagna email. Utilizzare alcuni stili di scrittura (per esempio scrivere in stampatello, o fare abuso di segni di punteggiatura quali punti esclamativi e interrogativi) o alcune parole ambigue, aumenta infatti il rischio di essere ostacolati dai filtri spam, abbassando così la probabilità di veder consegnata la propria email.

Anche il Mittente deve essere scelto attentamente. E’ preferibile essere visualizzati con il nome dell’azienda o del marchio ufficiale e non con il semplice indirizzo email, così da essere prontamente riconosciuti e autorizzati dal destinatario. Allo stesso modo è consigliabile utilizzare indirizzi email con dominio aziendale, sempre per favorire un rapido riconoscimento ed anche per aggiungere autorevolezza alle proprie campagne. Infine da evitare  sono gli indirizzi email quali noreply@nomeazienda.it , altamente sconsigliati anche perché lasciano trasparire un senso di chiusura al dialogo. Sarebbe buona norma per di più, utilizzare sempre lo stesso Mittente, così da non creare confusione negli utenti e generare e mantenere la fiducia nel tempo.

La consegna della email è soltanto il primo passo verso il successo.

Messi in atto questi accorgimenti, abbiamo effettuato il primo step per portare a termine la nostra campagna email. Una volta consegnata la mail, e superate quelle barriere tecnologiche di cui parlavamo a inizio paragrafo, bisognerà infatti colpire l’utente per la scelta dei contenuti, cercando di soddisfare gli obiettivi che ci siamo posti mentre pianificavamo la nostra campagna.
Ma di questo parleremo nel prossimo post, in cui vi forniremo alcune dritte per incrementare i tassi di apertura e l’usabilità della vostra email.

Ultima, ma non per importanza, un piccolo consiglio: testate sempre i vostri e-mail design su un piccolo campione di destinatari che usano client di posta elettronica diversi. Potrete così verificare se i messaggi vengono effettivamente recapitati e in quali casi ciò avviene.



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